L’industria Ceretti
Testimonianza di: Emma Motetta
Il papà della mia nonna paterna ,che si chiamava Piero Motetta, lavorava in “Ceretti”. Ha cominciato a lavorare nei forni nel 1907,quando aveva appena 9 anni.
Ha lavorato fino a quando è scoppiata la Prima Guerra Mondiale perchè poi è stato mandato al fronte come soldato.
Alla fine della guerra ha ricominciato a lavorare in fabbrica fino al 1947. In quest’anno è scoppiata una bomba e il mio bisnonno è rimasto ferito ed è stato circa 9 mesi in ospedale. Ma non si è voluto arrendere ed ha ricominciato a lavorare alla “Ceretti” come fattorino fino alla chiusura della fabbrica.
Mia nonna ogni domenica andava in fabbrica a vedere la colata: c’erano dei grandi calderoni in cui buttavano i rottami dai quali uscivano delle grandi folate di aria calda e fuoco. Si formavano delle barre di ferro lunghe fino a 10 metri e larghe circa 1 metro. Erano poi messe sui treni che le trasportavano nelle altre fabbriche dove venivano lavorate.
Questa foto rappresenta il viale delle stazione di Villadossola; il primo uomo è il mio bisnonno e si trova davanti al cancello dell'entrata della fabbrica. Andrea Spinozzi 3ª D
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